Il club cui fa riferimento il titolo è molto esclusivo e ne possono fare parte solo i maschi (le femmine sono ammesse solo il martedì) che devono compiere ogni settimana almeno un’impresa molto coraggiosa. Così la piccola Poppy assiste da lontano alle imprese dei fratelli e dei loro amici finchè un giorno la loro tartaruga non finisce nei pressi del pericolosissimo Lupo Sonnacchioso. Sarà lei l’unica in grado di salvarla!
Poche righe di testo accompagnano questa piccola storia che sulla doppia pagina mostra, da un lato, un papà che si occupa di preparare la cena, riordinare e giocare con i figli mentre sull’altro vediamo la mamma che torna a casa, dopo una giornata di lavoro. Sono le immagini che indicano ai bambini che i ruoli non sono fissi e che non c’è niente di scontato. E naturalmente, a fine giornata, ci si ritrova tutti insieme!
Quando i signori G. partono per una breve vacanza premio, distrattamente non chiudono la porta di casa. Sapranno approfittarne i signori Cinghialetti che passeranno due giornate in completo relax e lasceranno dietro di sé molte tracce del loro passaggio. Una storia molto divertente realizzata con accorgimenti che la rendono fruibile anche a chi ha difficoltà di lettura.
Un bel graphic novel che racconta la storia leggendaria di un uomo coraggioso e del suo popolo che ha tenuto testa ai colonizzatori portoghesi ed è stato conquistato solo con l’inganno. Una storia che nasce dal desiderio, come sottolinea l’editore in apertura, “di raccontare l’epopea avventurosa, drammatica e a volte epica dei tanti rifugiati che attraversano mezzo mondo per arrivare da noi”. Zumbi vuole essere anche questo perché “anche le storie viaggiano, cambiano. Ma forse alla fine rimangono sempre le stesse”. Una bella storia che ha anche il pregio di essere accessibile a tutti grazie a particolari accorgimenti grafici e all’utilizzo del font leggimigraphic pensata appositamente per chi ha difficoltà di lettura.
“Alfonsina non voleva più mentire. Aveva scoperto un modo per essere felice, e non aveva senso rinunciarvi solo perché era un modo che sua madre non conosceva. Non era giusto”. La storia vera di una donna, nata alla fine del 1800, che ha rivendicato con decisione la sua scelta anche se andava contro tutte le convenzioni e che ha saputo, con determinazione e tenacia, arrivare dove voleva fino a partecipare, unica donna, al Giro d’Italia del 1924 e riuscendo a completarne tutte le tappe. “Andare in bicicletta per me è diventato importante, importantissimo. E’ la cosa più importante che ho. E lo so fare bene. Quando vado in bici non sono più una sartina povera destinata a una vita di polenta e zuppa di cavolo. Io sono Alfonsina Morini, corridora, campionessa. Sono tagliata per fare questo. Forse sono nata per questo. E’ il mio sogno, e io voglio che sia anche il mio futuro”.