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Autore: Annalisa Brunelli

Il contrabbandiere di giocattoli

Un bell’albo illustrato che racconta ai più piccoli la vera storia di Rami Adham, un siriano che vive in Finlandia da tanti anni insieme a moglie e figli, ha fondato un’organizzazione umanitaria e ha compiuto numerosissimi viaggi per portare ai bambini del suo paese, medicine, cibo e giocattoli. Quando la frontiera con la Turchia è stata chiusa, non si è scoraggiato e ha proseguito i suoi viaggi, entrando in Siria illegalmente.

Zak una zebra sopra le righe

Quando la giovane zebra protagonista dei questo divertente albo illustrato si rende conto che il suo manto a righe così simile a quello delle compagne impedisce anche al suo papà di riconoscerla, decide di differenziarsi dal gruppo. Pagina dopo pagina seguiamo i suoi maldestri tentativi e il loro mancato esito. Sarà un imprevisto a convincere Zak della sua unicità e a darle la certezza di essere comunque riconosciuta.

Il brutto anatroccolo

La famosa fiaba di Andersen segna una nuova uscita per la collana Pesci parlanti, dedicata ai bambini che hanno difficoltà comunicative. Per loro, ma anche per tutti quelli che hanno voglia di leggere ma fanno fatica a farlo, per i bambini pigri e i bambini stranieri: la fiaba è raccontata attraverso i simboli PCS, utilizzati nella Comunicazione Aumentativa Alternativa, immagini grafiche che rappresentano parole, frasi, concetti con disegni semplici e chiari, facilmente riconoscibili.

Operatori museali e disabilità: come favorire una cultura dell’accoglienza

Partendo dal presupposto che la partecipazione alla vita e alle attività museali è un diritto per tutti, il volume affronta il tema dell’effettiva accessibilità dei luoghi d’arte, sia per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche ma anche, e di più, per quanto riguarda le competenze relazionali di chi lavora a contatto con il pubblico.

Il ragazzo selvaggio: handicap, identità, educazione

“…l’handicap è il risultato di un’interazione fra l’individuo che presenta una difficoltà o un’infermità e le condizioni in cui si trova. Questa definizione sembra capace di corrispondere alle prospettive di ricerca delle identità degli handicappati attraverso le loro stesse produzioni e insieme a loro. E’ una definizione dinamica, e non insinua l’idea deformante che la storia del mondo possa definirsi in base alla presenza e alla scomparsa dell’handicap, e che gli handicappati siano il segno di un mondo da contrastare. Al contrario, gli handicappati sono presenze con cui capire il mondo, e le trasformazioni realmente possibili sono quelle fatte insieme, e non contro il loro modo di essere”.