Il lungo viaggio di Cip e Tigre
La storia di due amici e del loro viaggio, un cammino difficile, costellato di ostacoli e aggressioni, che affianca quello di tanti migranti cui non sempre è riservato un lieto fine come sarà per i due animali protagonisti. L’albo si ispira a quanto accade sulla cosiddetta rotta balcanica percorsa ogni anno da migliaia di profughi che la scelgono per raggiungere l’Europa in alternativa al viaggio per mare.


“L’idea chiave di queste pagine è nella proposta di alcuni suggerimenti, deliberatamente non sistematici, per la lettura e l’ascolto consapevoli. Una lettura e un ascolto capaci di fare intuire in un discorso, al di sotto della cortina di parole, la struttura che lo sorregge e gli eventuali difetti che lo rendono pericoloso. Una lettura e un ascolto che colgano le parole di troppo e quelle oscure, equivoche o imprecise”. Scrivere bene, in ogni campo, ha un’attinenza diretta con la qualità del ragionamento e del pensiero. Implica chiarezza di idee da parte di chi scrive e produce in chi legge una percezione di onestà.
“Cambiare i limiti di ciò che può essere detto cambia insieme i limiti di ciò che può essere fatto: ci abituiamo alla mancanza di attenzione sulle parole, che rende più accettabile la mancanza di vigilanza sulle azioni. Il silenzio, l’indifferenza e la superficialità con cui spesso accogliamo gli usi offensivi di altri corre il rischio di trasformarsi in consenso, approvazione e legittimazione – e muta noi in complici e conniventi”. Una riflessione su quello che è diventato comune chiamare hate speech diventato ancor più d’attualità con il diffondersi dei nuovi media: commenti sessisti, insulti razzisti e attacchi omofobici hanno trovato un ambiente ideale per esprimersi online, dove spesso mancano mediazioni, filtri o (auto)censure.
“Il piccolo dromedario tornò a casa e si strinse forte ai suoi genitori. Era bello sentire il calore di mamma e papà, ma da quando l’ombra aveva oscurato il cielo ormai nessuno usciva più e il tempo non passava mai”. Attraverso la storia di Drommi che improvvisamente si ritrova chiuso in casa mentre dilaga la paura di qualcosa di sconosciuto, l’albo aiuta i più piccoli ad affrontare i disagi e le insicurezze scaturiti dalla pandemia di Covid19.
“A Tricorno stava succedendo qualcosa di molto strano […] non riusciva quasi più a vedere cosa c’era sopra il tavolo. “Sta’ seduto dritto, tesoro” – disse la mamma di Tricorno. “Sono seduto dritto – disse Tricorno – è solo che mi sto restringendo” […] “Se vuoi giocare a restringerti va bene – disse la mamma di Tricorno – basta che non lo fai mentre sei a tavola”. Il piccolo protagonista diventa sempre più piccolo e tenta in tutti i modi di farlo notare a genitori e insegnanti da cui ottiene solo commenti distratti e rimproveri. Mentre trova da solo una soluzione al suo restringimento, scopre un altro problema ma, data l’esperienza appena passata, conclude con amara ironia “mi sa che non lo dico a nessuno – pensò tra sè e sé – se non dico niente a nessuno non se ne accorgeranno”.