Una rivoluzione di carta

“Con la guerra è scomparso il mondo del prima, e io speravo che la pace me lo restituisse. Invece non è successo. Forse perché l’invincibile nazione ha perso. Dev’essere così, dev’essere questa la regola che non mi avevano insegnato a scuola: la pace restituisce il prima solo alle nazioni che hanno vinto. Gli sconfitti invece sono condannati a questa vita di macerie”. Immaginando l’incontro fra un bambino tedesco sopravvissuto alla guerra e Jella Lepman, l’autrice ne racconta la storia ai ragazzi dal suo rientro in Germania fino all’inaugurazione della Mostra internazionale del libro per ragazzi che fu “una vera rivoluzione. Forse non salverà materialmente la vita delle persone, ma potrà cambiarla. È come … un seme piantato in un terreno fertile: è impossibile che non dia buoni frutti”.

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