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Giorno: 27 Agosto 2014

Il bambino di Schindler

Era il più piccolo degli “ebrei di Schindler” Leon Leyson che ha deciso di raccontare la sua storia solo molti anni dopo essere emigrato negli Stati Uniti e aver visto il film di Spielberg dedicato all’uomo che aveva salvato la vita non solo a lui e alla sua famiglia ma a più di un migliaio di ebrei. E così insieme a lui ripercorriamo gli anni della sua infanzia in un villaggio della campagna polacca, lo seguiamo nel trasferimento a Cracovia dove il padre ha trovato lavoro e poi via via lo vediamo sempre più limitato dalle leggi razziali, chiuso nel ghetto mentre iniziano le deportazioni. La salvezza sarà nella fabbrica di munizioni dove Schindler riuscirà a tenerlo, insieme a molti altri ebrei, sostenendo il loro essere indispensabili allo sforzo bellico. Anche se da quella fabbrica non uscì mai un solo proiettile.

La produzione di meraviglia

Un uomo nato senza corde vocali, che vive in un suo mondo ossessivo, comunicando con un mazzo di carte da lui stesso create, innamorato di una ragazza bellissima e sola, alla ricerca di un senso per continuare a vivere. Lui guida un piccolo aereo e volano insieme, loro due soli, ripercorrendo la propria storia, ciascuno chiuso nei suoi pensieri ma idealmente rivolto all’altro, mentre sulla terra un devastante terremoto distrugge il mondo che avevano conosciuto e verso il quale erano diretti.