Ultima fermata: Auschwitz

Attraverso le pagine del diario di Arturo, ragazzino ebreo che scrive fra il 1938 e il 1943, i giovani lettori possono seguire lo sviluppo delle persecuzioni razziali che l’autore ripercorre con un occhio attento a quanto accadeva a scuola. E se Arturo è un ragazzino immaginario, sono invece reali i dettati, le poesie e le regole disciplinari che riporta sul diario, tutte indirizzate verso la formazione di perfetti piccoli fascisti.

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