Cappuccetto rosso
Un bell’albo che racconta, senza parole, la storia di Cappuccetto rosso, del suo incontro con il lupo, della nonna e dell’intervento del cacciatore. Una storia notissima che, anche senza parole, è perfettamente comprensibile e accessibile anche a chi ha difficoltà con la parola scritta.
Il mio leone
Apriamo questo libro e ci troviamo nel deserto, su una duna c’è un piccolo bambino cui si avvicina un enorme, feroce leone pronto a sbranarlo. Poi cosa succede? L’assenza di parole lascia libero spazio alla fantasia dei lettori che, seguendo le illustrazioni, possono immaginare come prosegue la storia. Anche la conclusione è aperta e lascia spazio a nuove, possibili avventure che potranno avere bimbo e leone come protagonisti.
Concerto per alberi
E’ completamente privo di parole ma pieno di poesia e di musica questo bel libro che pagina dopo pagina lascia i lettori liberi di seguire il piccolo direttore d’orchestra che dalla cima di un albero è l’artefice di uno straordinario concerto per foglie e uccelli. Un libro accessibile anche a chi ha difficoltà con la parola scritta e che può raccontare una storia sempre diversa ogni volta che lo si sfoglia.
Davì
“Che io non pensavo mica che a leggere si potesse imparare a costruire dei mondi. Lo devo a Beatrice questa magia. E’ lei che mi presta i libri. E mi ha regalato anche una coperta . E un telo di plastica trasparente e grande che sembra la vela di un galeone spagnolo. Lo devo a lei. Le parole dei libri mi sembra che riescano a trafiggere il silenzio. Rotolano misteriose e si dispongono in un ordine magico a formare frasi che riescono a farti nascere emozioni che nemmeno sapevi di avere. Ti prendono e ti portano lontano, dentro mondi che non conoscevi e che, forse, non conoscerai mai”. E’ il giovanissimo Davide, detto Davì, a raccontare in prima persona la sua vita per strada, dove ha trovato serenità e pace, il sostegno di una giovane e tenace bibliotecaria che lo aiuta a fare i conti con la realtà e con il suo passato.
Insegnare agli studenti sordi
Partendo dal presupposto che “gli alunni sordi non sono semplicemente alunni udenti che non sentono ma sono, piuttosto, persone che per le loro peculiarità imparano in modi e contesti in parte diversi da quelli degli udenti”, gli autori offrono un contributo al miglioramento delle pratiche educative, mettendo in rilievo la specificità di bambini e ragazzi sordi, i loro punti di forza e le loro necessità, illustrando i fattori che condizionano riuscita scolastica e formazione.

