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La versione di cucciolo

Andrea Canevaro, Michele Gianni
Il Ponte Vecchio
2017

Per riflettere su inclusione e accoglienza, per combattere pregiudizi e facili prese di posizione, gli autori si ispirano alla storia di Biancaneve e dei nani che la accolsero nella loro casa nel bosco ma anche ai furti dei nani da giardino, le statuette che molti amano tenere fuori dalle proprie case, raccontando una storia in cui si intrecciano elementi fiabeschi ad altri molto più vicini alla realtà di tutti i giorni.

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Studi di caso – disturbi dello spettro autistico

Paola Venuti, Arianna Bentenuto
Erickson
2017

Il libro, attraverso il racconto e l’esame di quattro casi clinici, propone un inquadramento dei disturbi dello spettro autistico, soffermandosi anche sulla valutazione e il trattamento.

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L’uomo che non c’era

Anil Ananthaswamy
Erickson
2017

Partendo dalla certezza che mente e corpo s’intrecciano in relazioni complesse e in continuo mutamento e che i processi neuronali aggiornano costantemente il nostro Sé, l’autore esamina le caratteristiche di alcuni deficit e disfunzioni cerebrali alla ricerca del senso di noi stessi.

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Un coro di voci

Andrea Canevaro, Paola Mendolicchio
Erickson
2017

Un libro bifronte che da un lato riflette sull’esperienza educativa di Mario Lodi, un grande maestro che aveva saputo valorizzare tutti i suoi alunni e che insieme a loro cresceva e dall’altro propone numerose attività didattiche centrate sulla musica nella sua dimensione educativa ed esperienziale.

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Il silenzio del corpo

Robert F. Murphy
Erickson
2017

“Ero gravemente compromesso, ma attivo come sempre, e per continuare ad esserlo ho dovuto utilizzare al meglio le mie capacità residue. Ho realizzato poi che questa è la condizione umana universale. Tutti noi dobbiamo cavarcela nella vita venendo a patti con i nostri limiti […] tutti sono disabili, in un modo o nell’altro. E anche se la mia paralisi progressiva avrebbe un giorno posto termine alla mia partecipazione attiva agli affari mondani, potevo ancora mettermi comodo e vederli evolvere. L’antropologia mi aveva trasformato in un voyeur di tutte le questioni umane, e mi aveva educato alla loro bellezza sfuggente e transitoria. Essere vivo era semplicemente troppo interessante, decisi così di riconnettermi con il mondo”. Colpito da un tumore al midollo spinale che gli procura una paralisi progressiva, l’autore usa la sua esperienza da antropologo per esplorare il rapporto complesso che la società (in particolare quella americana) ha con i disabili.

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Canguro Papini

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