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Se mi prendi per mano

Bruno Maida
Giralangolo
2024

È Alberto che racconta delle leggi razziali che lo costringono a rinunciare a tutto e a fuggire con il padre abbandonando senza capire perché un’esistenza tranquilla in cui era certo di essere protetto dal duce di cui la maestra parla benissimo. Aiutati da donne e uomini coraggiosi, i due si trasferiscono da un rifugio ad un altro in cerca di salvezza e intanto Alberto costruisce un bellissimo rapporto con il padre che lo aiuta a prendere pian piano coscienza della realtà e a capire che quanto gli hanno insegnato a scuola non corrisponde al vero.

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Tipi

Cristina Bellemo, Gioia Marchegiani
Gruppo Abele
2019

Luce è una bambina, si è appena trasferita in un condominio che “è come una città, solo in verticale. Dentro ci sono molti Tipi”. È lei che li descrive perché la cosa che le piace di più è scoprire le persone e trovare ciò che rende ciascuno diverso dagli altri. E così il libro diventa una sorta di catalogo che raccoglie le descrizioni dei suoi vicini: c’è il tipo che ha tantissime scarpe ma non va da nessuna parte, il tipo che ha tutte le domande e quello invece che ha tutte le risposte, il tipo che aggiusta le cose non ancora rotte…e poi, finalmente, il tipo bambino! Luce orma disperava di trovare un compagno di giochi con cui potrà “formare una banda, vedere la luna anche se è giorno […] inventarci storie, disegnare ombrelli. E scoprire altri TIPI”.

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Come d’estate il temporale

Carlo Marconi, Serena Viola
Lapis
2024

“Lo ammetto, per un niente prendo fuoco, / mi agito e arrossisco di furore, / però mi occorre veramente poco / per farmi ritornare il buonumore. / A volte invece basta una sciocchezza, / una matita, un quadernetto nuovo, / un piccolo regalo, una carezza: / smarrisco le parole e mi commuovo. / È colpa mia se sono come sono? / Non posso farci nulla: mi emoziono”. Affiancato da immagini delicate ed evocative, Carlo Marconi propone un viaggio in rima fra le emozioni che accompagnano i bambini alla scoperta di sé e del rapporto con gli altri.

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Mirabasso e Altamira

Guia Risari, Sergio Olivotti
Lapis
2024

C’erano una volta due città i cui abitanti avevano abitudini opposte ma molto strane: gli uni passavano l’intera giornata a fissare il proprio ombelico mentre gli altri fissavano continuamente il cielo. Le città erano vicine ma separate da un fiume e dalle loro visioni del mondo assolutamente inconciliabili. Quindi guerra? Ma “gli abitanti di Mirabasso, ripiegati com’erano su loro stessi puntarono in basso i cannoni che scavarono buche gigantesche sulle loro strade. Gli abitanti di Altamira, d’altro canto, fissando il cielo con ottimismo, lanciarono in alto palle infuocate che ricaddero sulle loro case”. Che assurdità…forse era possibile vivere insieme?

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Sulla mia terra

Francesca Mannocchi.
De Agostini
2024

“È difficile descrivere i volti dei bambini palestinesi che guardano le colonie israeliane. Sono vicini che si osservano, vicini che si temono, vicini che calpestano la stessa terra sentendola propria. Jinan non può andare a scuola e ha paura di uscire di casa. Quando si affaccia alla finestra vede i bambini israeliani giocare e invece lei si nasconde. Si sente senza forze. Mi dice che vorrebbe vivere come tutti i bambini del mondo: senza aver paura di addormentarsi, libera di camminare con i suoi coetanei”. A un anno di distanza dal 7 ottobre, partendo da una cronologia che risale fino alle origini del conflitto israelo-palestinese e approfondendo i concetti chiave, il libro fornisce le coordinate per orientarsi. E raccoglie tante voci come quella della piccola Jinan accanto alla quale risuona forte quella di Iddo, israeliano, che dice: “Non me ne vado perché questo è l’unico posto che conosco, l’unico che chiamo casa. Così, quando le persone mi rivolgono questa domanda, penso che siano le stesse persone che dicono che i palestinesi se ne dovrebbero andare dalla loro terra. Invece io credo che dobbiamo restare tutti qui, perché solo collaborando insieme potremo avere un futuro migliore. E anche se ho paura, non smetterò di volere quel futuro per tutti: israeliani e palestinesi. Insieme”. Francesca Mannocchi ha scritto questo libro nell’estate del 2024, raccontando ai ragazzi uno degli scenari più intricati del mondo “perché non smettiate di credere negli esseri umani”. Da allora nulla è cambiato (se non i numeri dei morti e dei feriti) fino a pochi giorni fa quando una fragilissima tregua ha aperto uno spiraglio di speranza. Aspettiamo che Francesca ce la racconti.

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Canguro Papini

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