Amore zoppo
“S
ull’argine c’è una donna, Rina è il suo nome. Rina ha diciott’anni, il passo incerto, e una borsa carica di coraggio […] il posto di blocco è alle sue spalle, ormai lontano. Disarmato a compassione trema anche il più nero dei cuori. Impotente s’arrende il soldato d’innanzi all’amore zoppo”. È narrata in forma poetica e accompagnata da belle illustrazioni, la storia della nonna dell’autore, che la poliomielite aveva lasciato zoppa fin da piccolissima e che viveva gli stenti di una delle tante famiglie contadine della pianura del bolognese. Non poteva neanche pedalare e usava la bicicletta solo come appoggio al suo camminare e affrontare posti di blocco con una borsa piena di bottiglie di latte e ben altro nel sottofondo. Una delle tante donne che non ha poi chiesto riconoscimenti né onorificenze, scuotendo la testa mentre diceva Cos’avrò mai fatto di speciale?”.
Il ribelle e il soldato
Dalle pagine di un diario scritto fra il 1941 e il 1945 che gli viene consegnato da un anziano signore, un ragazzino ne scopre la storia, la scelta di parte e i forti legami di amicizia con altri coetanei mentre il fratello, reclutato giovanissimo e addestrato rigidamente, ha scelto la parte opposta e milita nelle SS. Il romanzo è ispirato a fatti reali e testimonianze dirette degli ultimi sopravvissuti dei pirati dell’Edelweiss, gruppi antinazisti formati da giovani, di età compresa tra i quattordici e i diciassette anni, che avevano eluso la partecipazione alla Gioventù Hitleriana lasciando la scuola dopo aver terminato l’obbligo scolastico e che erano ancora troppo giovani per dover sottostare alla coscrizione militare. Una storia poco conosciuta ma che merita di essere raccontata.
Lezioni di volo
Alla nascita di Helios, il tanto atteso erede, la coppia di aquile reali che domina le montagne e il reame di Eterea, è al colmo della gioia. Il padre già si immagina voli radenti e ad alta quota, mirabolanti acrobazie e maestose picchiate, ma qualcosa non va: quando arriva il momento Helios non riesce a volare nonostante gli insegnamenti dei migliori maestri che vengono licenziati uno dopo l’altro come incapaci. La soluzione è molto più vicina di quanto si possa immaginare…
L’ultimo albero in città
Il piccolo Edoardo adora passare le ore accanto al grande albero, unico rimasto fra le case grigie della sua città. Appena può monta sul suo triciclo e lo raggiunge “si dimenticava del grigiore e delle macchine. Si dimenticava dell’intera città” Ma un brutto giorno l’albero viene tagliato e il bambino si dispera. Quando ritrova un rametto del suo amato albero sa cosa fare per rendere ancora verde la sua città.
Martyn Pig
“Non puoi farmi alcun male. Non hai nessuna forza, nessuna purezza. Sei solo un piccolo scaltro idiota crudele. Non sei abbastanza, neanche lontanamente. Vuoi sapere qual è il tuo problema, Dean? Tu non capisci. Non ci arrivi. Pensi davvero che tutto questo conti qualcosa? Pensi davvero che mi importi di quello che succede? A me, a chiunque, a qualunque cosa? Io lo so. Nulla ha importanza. È questo che mi rende forte. Forte nella mia pura debolezza. No, ho pensato, tu non puoi farmi alcun male”. Martyn ho quindici anni, vive con il padre violento e alcolizzato e ha un’unica amica, Alex, poco più grande di lui. Dopo l’ennesima lite, il padre sbatte la testa contro il caminetto e muore. In una corsa contro il tempo, con l’aiuto di Alex, il ragazzo decide di far sparire il corpo del padre senza avvertire la polizia per non fare intervenire i servizi sociali. In ballo ci sono anche tanti soldi che una zia ha lasciato al padre e che potrebbero aprirgli nuove prospettive per il futuro. Ma niente andrà come aveva previsto. Un romanzo crudo, che non fa sconti, in cui bene e male si confondono e dove, come dice proprio Martyn, una cosa è sbagliata solo se si pensa che lo sia.

