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L’eroe invisibile

“Ho solo ascoltato la mia coscienza. Semmai si è trattato di egoismo: se non avessi fatto nulla oggi, il rimorso mi avrebbe accompagnato per tutta la vita”. Da commerciante di carne a Budapest a falso ambasciatore spagnolo e Giusto tra le nazioni: la storia di Giorgio Perlasca e di come è riuscito a salvare tantissimi ebrei ungheresi, a rischio della propria vita e con grande semplicità.

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A partire da un libro

“Ma poichè sono profondamente convinta che non si possa insegnare a leggere senza trovare strade, modi e metodi per far nascere l’amore per la lettura nei bambini, ho voluto raccogliere in queste pagine alcune esperienze che ho realizzato negli ultimi otto anni nelle scuole primarie di Penna in Teverina e di Giove, sperando possano essere utili a insegnanti, operatori o genitori che credano, come me, che la letteratura possa aprire mondi ai bambini, fin dai primi anni in cui cominciano a leggere”.

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I lupi arrivano col freddo

Fuad, rapito per sfruttare la sua giovane età in traffici d’armi, si ritrova a vagare in una Turchia di villaggi poverissimi circondati da una natura selvaggia e di grande bellezza, insieme a Burak, bullo da quattro soldi  e Kemal, come lui alla ricerca di riscatto. Una storia di maturazione e di presa di coscienza che lascia sullo sfondo le antiche rivalità fra turchi e curdi.

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Le parole di Bianca sono farfalle

Un grande albo dalle bellissime illustrazioni accompagnate da poche parole per raccontare la storia di Bianca che “non sente e non parla ma le sue mani sono farfalle che danzano nell’aria e raccontano tutte le storie e tutti i suoni del mondo”. E così impariamo che “Bianca non parla, ma vede cose che gli altri non vedono […]Bianca non sente, ma vede i suoni”. Una storia delicata che aiuta a scoprire capacità dove apparentemente ci sono solo limiti.

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Una bambola per Alberto

“Alberto vorrebbe una bambola. Vorrebbe abbracciarla, cullarla e darle il biberon” ma tutti lo prendono in giro e, ad ogni sua nuova richiesta, il papà gli regala qualcosa di diverso: un pallone da basket, un trenino elettrico. E Alberto impara a giocare a basket e diventa proprio bravo, costruisce una stazione, ponti e gallerie per il suo trenino ma “non smette di desiderare una bambola da abbracciare, cullare e accompagnare al parco”. L’intervento della nonna, che gliela regala, riuscirà a far capire al padre che “ne ha bisogno per poterla abbracciare, cullare e accompagnare al parco. Così quando sarà un papà come te, saprà come prendersi cura del suo bambino, dargli da mangiare, volergli tanto bene e regalargli le cose che davvero desidera, come una bambola per esempio, per allenarsi a diventare un buon papà”.

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Canguro Papini

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