Tienimi per mano
“Vorremmo che nessuna donna debba più vergognarsi di parlare della propria disabilità, che a nessuna donna venga tolta la speranza, la possibilità e la scelta di poter diventare o essere una mamma. Semplicemente, ostinatamente una mamma”. Una raccolta di voci di donne, mogli, figlie, madri. Soprattutto madri che, raccontando le loro storie, sottolineano con forza che anche per le donne disabili, come per tutte le altre, la maternità è un diritto.
Vietato calpestare i sogni
La storia di un papà che deve fare i conti con l’autismo del figlio e riesce a concretizzare l’idea di un luogo di lavoro che dia risposta ai tanti (anche se non a tutti) che non trovano collocazione, “un luogo dove offrire lavoro, dignità e futuro ad altre persone autistiche […] lo so, qualcuno pensa che io sia un illuso visionario, qualcun altro che le mie idee siano irrealizzabili, che come al solito abbia perso il senso del limite […] oggi come oggi, Leo non sarebbe in grado di inserirsi in questo contesto lavorativo, ne sono consapevole. Ma io non perdo la speranza. Io non mi rassegno, questo sicuramente no”.
Ma tu non sembri autistica
“State leggendo un libro sull’autismo, scritto da una persona che ha l’autismo. Può sembrare del tutto logico, ma per lungo tempo non ha funzionato così. La gente parla ancora molto di noi e ci ascolta poco. Spesso sono i genitori ad apparire sui media, sono gli scienziati non autistici a studiarci come se fossimo una specie esotica. Con questo libro voglio dare il mio contributo al cambiamento in atto: un’emancipazione delle persone autistiche, che hanno una loro voce, anche quelle che non sono in grado di parlare”.
Uno sguardo verso l’alto
Una nuova edizione aggiornata sul progetto sperimentale di basket per persone con disabilità mentale arricchita delle tante esperienze fatte nel corso dei quasi trenta anni di impegno dell’autore e che riporta una ricca casistica, numerosi esercizi pratici e testimonianze dirette.
I limiti non esistono
Andrea Pusateri ha perso una gamba in un incidente quando era piccolissimo ma, sostenuto dai familiari, non si è mai arreso. Ha imparato ad andare in bicicletta prestissimo e, con determinazione, si è allenato per poter partecipare a tutte le gare possibili fino al durissimo Ironman. Qui si racconta con semplicità e con l’obiettivo di “provare a convincere le persone che i limiti spesso sono nella nostra testa e che abbiamo molte più possibilità di quelle che crediamo di avere”.

