Il mio papà piccolino
“Quando ero piccolo, mio papà era altissimo. Poi sono cresciuto e, per diversi anni siamo stati alti uguale”. Un grande albo illustrato che segue l’avvicendarsi degli anni e i cambiamenti avvenuti fra un papà e suo figlio e che con grande tenerezza mostra le sempre maggiori difficoltà che l’invecchiamento porta con sè fino a quando “il mio grande papà era diventato un papà piccolino. Un papà grande come una bambola. Era contento di vedermi. Ma non si ricordava più come mi chiamavo”.


Nella vita di Mira arrivano molti cambiamenti: sta per trasferirsi in una nuova casa, che è una barca, e finalmente sta per conoscere suo padre. Che tipo sarà? La bambina, che desidera da tempo incontrarlo, non sa cosa aspettarsi e quando scopre che lui ha ignorato la sua esistenza fino a quel momento va ancor di più n crisi. Ma le cose andranno meglio del previsto, anche con l’aiuto dei suoi amici, della sua nonna e anche della sua mamma, inizialmente restia all’idea di dover condividere la figlia con il suo ex compagno. Il libro è stampato con la font leggimi che ne consente l’accesso anche a chi ha difficoltà di lettura.
“Non temere la notte per le sue ombre scure. Parla alla luna e canta alle stelle che sono i semi del giorno […]ma guardati attorno attento a ogni cosa, curioso e felice… E prendi il futuro per mano”. Un bell’albo illustrato che aiuta i più piccoli a non aver paura degli elementi naturali: anche se possono sembrare minacciosi, racchiudono sempre qualcosa di bello che consente di avvicinarsi e conoscere meglio i mondo che ci circonda.
Il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività si manifesta anche in persone adulte creando frustrazione e difficoltà nei vari contesti di vita mentre influisce negativamente sull’autostima e la percezione di sé. Il manuale dà indicazioni sulle modalità di costruzione di un intervento psicoeducativo e suggerimenti sugli incontri di gruppo e i necessari approfondimenti; propone infine schede e attività per proseguire il lavoro in autonomia.
Gli autori propongono una riflessione sullo stato della scuola e le politiche inclusive nel tentativo di riconoscere le fragilità senza etichettare nessuno e sostenere chi ha bisogno senza isolarlo, in un dialogo continuo fra la normalità e la specialità che in questo modo possono rafforzarsi e correggersi a vicenda.