Tempesta Matteotti
“Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l’opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libertà sovrana del popolo italiano”. Con queste parole, Giacomo Matteotti affrontò il parlamento il 30 maggio del 1924 e pochi giorni dopo fu rapito e assassinato proprio dal regime fascista che combatteva con tutte le sue forze. Attraverso gli occhi della giovanissima domestica della famiglia e di un garzone di fornaio, personaggi di fantasia, i giovani lettori possono seguire il racconto della vita quotidiana della famiglia di Matteotti e insieme i passaggi che hanno portato al suo omicidio.


Immagini delicate accompagnano la storia di Polly, dalla trepidante attesa della sua nascita da parte dei genitori alla scoperta che il suo sesso non è ben determinato. Con il sostegno dei medici, i due sceglieranno per Polly il sesso maschile. E così crescerà, subendo interventi invasivi e sempre nell’incertezza. Non si sente maschio ma neanche femmina e, da grande, si trova a combattere contro il conformismo e la necessità di classificare tutto. “Polly fluttua, lui-lei è bello-bella da vedere, fluttuante. Polly fluttua, incerto, incerta, senza fissa identità. È Polly […] poiché apparteniamo – di certo – a un mondo in cui dobbiamo decidere, definire, determinare, mettere in ordine, organizzare, classificare, ma questi verbi lì scivolano via dalle mani minute di Polly come fossero pesciolini”.
Un grande albo illustrato che, con immagini coloratissime, dettagli spiritosi e tante banane, permette ai piccoli lettori di vedere i sogni di Willy, una scimmia molto fantasiosa.
“C’erano al mondo due brutti giganti che si credevano molto importanti”. Con il ritmo di una divertente ballata, che accompagna grandi illustrazioni, l’albo racconta la storia di come due grandi giganti litigiosi che terrorizzavano gli abitanti dei villaggi vicini. Poi l’astuzia di una bambina ha permesso di sconfiggerli.
Un bel romanzo che fa rivivere la storia dell’orchestra femminile di Auschwitz ormai quasi dimenticata. Un’orchestra composta da 47 donne che i nazisti facevano suonare per accompagnare l’uscita e il rientro nel campo di quanti venivano condotti a lavorare o che ingaggiavano per qualche serata fra ufficiali. Corradini, esperto di didattica della memoria, sceglie otto donne fra le musiciste dell’orchestra e dà loro voce così che siano loro a raccontare la loro storia e come son arrivate al lager. Otte storie diverse per le esperienze precedenti, le motivazioni dell’arresto, il talento e il carattere delle giovanissime suonatrici. In un andirivieni fra passato e presente, saranno Anita e Alma, che insieme ai loro compagni stanno preparando uno spettacolo per ricordarle, a fare da filo rosso e a stringere in un abbraccio queste coetanee ormai lontane da cui si può imparare l’importanza della solidarietà, la necessità di esprimere il proprio talento e a prendere posizione davanti alle ingiustizie.