La classe dei banchi vuoti
Dodò, Annalisa, Giuseppe sono solo alcuni dei bambini di cui questo bel libro racconta le storie. Storie senza lieto fine come quelle di tanti altri loro piccoli coetanei che, come dice don Ciotti, sono stati “uccisi allo stesso modo: per essersi trovati accanto ad un adulto nel mirino degli assassini, oppure come vendetta verso un loro familiare, o ancora nel corso di un attentato. Se si è scelto di mantenere i nomi e alcuni dettagli veritieri sulla vita, le passioni e le preoccupazioni delle giovanissime vittime, è perché la memoria chiede innanzitutto verità, e almeno una parte di questa verità così drammatica sentivamo di doverla ai ragazzini che leggeranno il libro”.


Forte della sua esperienza di medico e di mamma, l’autrice propone un piccolo libro rivolto a tutti quei bambini, come sua figlia, con patologie che rendono necessario l’uso di ventilazione meccanica non invasiva tramite l’uso di apposite mascherine. Ascoltare la storia di Bugigina e dell’effetto positivo che la mascherina ha sulla sua vita può aiutare a tranquillizzare tutti quelli che ne sono spaventati e non vogliono indossarla.
Chi ha letto il precedente romanzo sa che Arcade è tutto ciò che resta della Terra, un luogo artificiale in cui vivono gli uomini sopravvissuti serviti da robot sofisticati molti dei quali non accettano più di essere schiavi. Cass, robot di ultima generazione, in grado di pensare e di provare sentimenti, si trova a dover affrontare questa ribellione e deve capire qual è il confine che separa giuste rivendicazioni dalla strada della violenza per ottenere libertà e dignità. Una storia di fantascienza che però affronta temi che ci riguardano da vicino, che parla di pregiudizi e accettazione, di diversità e tolleranza.
“Pensate che cosa potrebbe accadere da domani se ogni neuro tipico si svegliasse al mattino capace di vedere in ogni autistico una persona pensante, un prigioniero che chiede di essere aiutato a conquistare la libertà di una vita vera, la speranza di un futuro percorribile”. Partendo da questo, l’autore, un giovane con autismo, ipotizza l’esistenza di un’isola abitata soltanto da persone autistiche, dove tutto è organizzato in funzione delle loro caratteristiche e delle loro esigenze, di cui propone una visita per mostrarne le principali caratteristiche e attività.
“Non insegnate ai bambini/non insegnate la vostra morale/è così stanca e malata/potrebbe far male”. Le parole della celebre canzone di Gaber sono state il punto di partenza per una bella avventura a quattro che ha visto lavorare insieme alcuni illustratori italiani che hanno dato immagini e colori ad un testo su cui ancora e sempre gli adulti dovrebbero fermarsi a riflettere.