YXXY: un giorno speciale
Il piccolo protagonista del racconto è alle prese con il primo giorno di scuola dell’infanzia. La sua disabilità è fonte di qualche ansia in più per la mamma che lo accompagna e fatica a lasciarlo. Interamente in simboli, il libro vuole accompagnare i bambini in questa nuova esperienza, cercando di dar voce a timori, incertezze ma anche al piacere di nuovi incontri.


La storia di un cucciolo che, in prima persona, racconta della sua breve vita, dell’affetto che lo lega alla sua padroncina da cui non riesce a staccarsi anche dopo l’incidente che, nel salvarla, gli è costato la vita. Una riflessione sulla morte, sui legami che restano, la memoria e la capacità di lasciare andare.
Una riflessione sulla scuola centrata in particolare sulla programmazione curricolare e sulla visione positiva della disabilità legata alla classificazione ICF, sugli aspetti più metodologici e operativi e sulla ricerca educativa e gli standard di qualità.
Ipovedente da molti anni, l’autore propone una meditazione su alcuni passi delle Sacre Scritture attraverso i quali è arrivato a conoscere meglio se stesso e a fare i conti con il suo deficit, “inevitabilmente, è partita una ricerca di senso e di perché, anch’essa non facile, ma che si è rivelata a tratti davvero luminosa. Inutile dire che la mia fede da messa domenicale […] era del tutto inadeguata ad affrontare quanto stava accadendo. Da qui, l’inizio di un percorso nuovo, accidentato ma libero, dove la situazione da spalle al muro imponeva di non potersi accontentare di facili soluzioni. C’era da cercare quello che poteva far bene al cuore e sanarlo, ammesso di riuscire a trovarlo”.
“E’ tutto buio senza di te, sembra buio anche il giorno. Mi sembra di camminare su un bianco così bianco, dove i mei passi non lasciano tracce. Mi chiedo dove sei, adesso che non ti vedo”. Un piccolo libro dedicato ai fratelli di bambini gravemente malati e ai loro genitori cui suggerisce di dedicarsi anche a loro, cercando le parole per coinvolgerli, spiegare e accogliere anche il loro dolore.