Il distratto protagonista di questo divertente racconto crede di essere discendente del più famoso Sherlock e si lancia in indagini sconclusionate senza riflettere. E’ Watson, il suo cane, che ne ripercorre le imprese ben sapendo che non avranno successo. Perché sia accessibile a tutti, il libro utilizza accorgimenti grafici e visivi che ne facilitano la lettura accompagnati da un attento lavoro di redazione che agevoli i lettori senza rinunciare alla qualità letteraria.
Allenatore del Bologna dal 1935 al 1938, Arpad Weisz, ebreo ungherese, portò la squadra al successo, facendole vincere due scudetti consecutivi e il torneo dell’Esposizione di Parigi. La sua storia si intreccia con la costruzione del nuovo stadio che dovrebbe celebrare il duce e le glorie fasciste. Un bel graphic novel che parla di calcio e di tecniche di gioco ma soprattutto segue le tracce di un uomo e della sua famiglia fino a quando si perdono dietro in cancelli di Auschwitz.
Un nuovo libro della collana leggimi! dedicata a tutti i bambini, anche a quelli con difficoltà di lettura che vuole rispondere a qualcuna delle tante domande che affollano la testa dei bambini: come si faceva a stendere il bucato prima che entrassero in commercio le mollette? E chi le ha inventate?
Eugenio proprio non ce la fa a seguire le lezioni e a rispondere correttamente alle domande della maestra. Ogni spunto è buon per partire verso nuove avventure, mostri da combattere e tesori da ritrovare. Ma naturalmente insegnanti e genitori vorrebbero riportarlo con i piedi per terra e pretendono tutta la sua attenzione. Così lo portano da uno specialista. Ma il suo parere sarà un po’ diverso da quanto si aspettano. Perché sia accessibile a tutti, il libro utilizza accorgimenti grafici e visivi che ne facilitano la lettura accompagnati da un attento lavoro di redazione che agevoli i lettori senza rinunciare alla qualità letteraria.
“Il Diario è un grande libro su cosa significhi essere adolescente scritto da qualcuno che adolescente lo era davvero, nel momento in cui lo ha concepito. Questo lo rende un banco di prova, un modello, un canone rispetto al quale testare e giudicare la letteratura giovanile. Contemporaneamente, solleva importanti questioni sulla differenza tra scrivere ed essere autori, sulla relazione tra lettore e lettura e scrittore e scrittura, e sui problemi e l’etica della traduzione. Ma più di ogni altra cosa, e molto semplicemente, il Diario è un’opera letteraria dal fascino intramontabile, capace di stimolare riflessioni su quale sia la natura di un testo che definiamo “letteratura” […] scrivere-e-leggere, come atto, forgiano questa connessione, e sono al tempo stesso una celebrazione del nostro potere di autocreazione. La verità sulla scrittura di Anne è che essa l’ha aiutata a renderla ciò che lei stessa è. Non quello che era, rispetto a cui non sapremo mai nulla. Ma quello che lei è –un essere sempre presente, una coscienza che vive e dà vita finchè qualcun altro, qualcun Altro, potrà leggere ciò che lei ha scritto, e, prestandole completa attenzione, diventare lei. Un ulteriore piano di lettura per il famoso diario, che stimola una riflessione sull’adolescenza ma anche sulla natura di un testo che viene definito letteratura.