“Barchetta gialla/cielo blu/rema veloce/saluta lassù”. E’ tutta in rima la storia di un bambino e della sua barchetta, degli incontri che fa e di quello che gli accade durante una navigazione fantastica che si conclude felicemente con l’avvistamento della casa che l’aspetta.
Quando il piccolo clown viene buttato via insieme ad altri giocattoli, non si rassegna alla sua sorte e cerca qualcuno che lo accolga. Lo seguiamo nei suoi tentativi inizialmente respinti, nelle sue sconfitte, fino all’incontro risolutivo. Da un maestro dell’illustrazione, una piccola storia senza parole che parla di abbandono ma anche di accoglienza, capacità di ascolto e voglia di mettersi in gioco.
“Ogni mattina, in riva al fiume, Rose cattura la nebbia con la sua rete. Si avvicina senza fare rumore e la acciuffa con un gesto deciso.” La bambina passa il suo tempo a filare la nebbia per nascondere dolori e tristezze dei suoi compaesani ma anche per coprire il vuoto del suo cuore dopo la separazione dei genitori. Ma un giorno riceve una lettera dal padre lontano. E il mondo si riempie di luce.
“I fiumi straripano, talvolta. I bambini, talvolta, leggono con difficoltà […] Purtroppo, però, non è possibile prevedere l’ampiezza di tutte le piene di un fiume. Così, per quanto alto possa essere un argine, è sempre possibile che un fiume straripi. In quel caso, i danni che farà saranno maggiori di quanto sarebbe successo se gli argini non ci fossero stati. Più cementificate e più, probabilmente, vi salverete dall’esondazione, ma più drammatici saranno i danni quando l’esondazione sarà più forte del vostro cemento. Per certe leggi succede qualcosa di simile. Più legiferate e più, probabilmente, salverete quegli allievi che rientrano negli argini della legge. Ma tutti gli altri?”. Mentre ripercorre la storia dei tanti bambini che ha conosciuto nel suo lavoro, l’autore suggerisce modalità di approccio e strategie di intervento mentre punta il dito contro l’eccessiva burocratizzazione nei confronti di piccoli che avrebbero solo bisogno di essere ascoltati, accettati per come sono e aiutati secondo i loro bisogni.
Jim appartiene ad una famiglia di nomadi, abituati a girare fra i paesi irlandesi e a fare i conti con pregiudizi e ostilità degli abitanti che spesso li costringono ad allontanarsi. Durante la sosta a Dundray, il ragazzino, insieme ad altri piccoli del suo campo, deve frequentare la scuola ma non sa leggere ed è presto oggetto di atti di bullismo. L’amicizia con Kit, che con semplicità gli offre il suo aiuto e gli insegna a leggere, lo aiuterà a difendersi.