Scrivila, la guerra

“Mio papà ha detto che anche lui quando era in guerra sul Carso e sul Piave scriveva tutto su un quaderno. Ogni giorno la guerra gli entrava dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalla pelle. Per tirarla fuori allora doveva scriverla. Ha detto che altrimenti sarebbe diventato come il povero Bepi che è tornato anche lui dalla guerra ma ora sta sempre seduto fuori dal bar e ha gli occhi fissi, spalancati come una finestra. La sua bocca sembra un sorriso, ma la sua testa è piena di guerra che gli è rimasta chiusa dentro. Non parla più”. Su sollecitazione del padre, un bambino prova a ripercorrere quanto è accaduto negli anni di guerra, riempiendo un quaderno di ricordi: la fame continua, la paura ma anche le gentilezze inaspettate di tanti giovani soldati, nemici loro malgrado, che gli permettono di sfamarsi e sopravvivere. Una bella storia sul potere salvifico delle parole.

Questa voce è stata pubblicata in Ragazzi. Contrassegna il permalink.