Dora e il Gentilorco
L’incontro fra Dora, bambina curiosa e attenta, e Franco “un omone balzano dall’aria piuttosto antica” si rivela un’autentica sorpresa: quello che tutti considerano un vagabondo da evitare le regala piccole poesie preziose che la fanno sentire viva e l’aiutano a crescere. Alla morte di quello che lei ama chiamare il Gentilorco per questa sua capacità di rallegrare chi gli sta intorno, sarà lei a raccogliere il testimone e così “la poesia tornò finalmente a rifiorire in ogni angolo della città e poco importava se la gente iniziasse a credere che Dora fosse matta. La sola cosa importante era che la magia di Franco fosse tornata”.


“Al parco le persone li guardano in modo strano: c’è qualcosa in Tabi che attira l’attenzione. Hina si accorge allora che il suo fratellone indossa sempre un guanto molto bizzarro, a cui non aveva mai fatto troppo caso”. E così la bambina decide di trovare il modo per eliminare il guanto ma scopre che ciò che a lei sembra fonte di derisione e allontanamento può essere utile per mille scopi diversi. Un racconto illustrato per parlare ai fratelli e alle sorelle di bambini e bambine disabili e dar voce ai sentimenti ambivalenti che possono provare.
Nato dal lavoro quotidiano delle autrici, il libro offre una panoramica degli albi illustrati, italiani e stranieri, che affrontano in modo più o meno esplicito le differenze di genere perché “dalle pagine di questi libri, oggetti rassicuranti e familiari, ma al tempo stesso sorprendenti, passa la costruzione dell’immaginario di bambine e bambini nonché la definizione dei rapporti tra i generi, delle relazioni tra individui, dei modelli familiari e dei ruoli di riferimento”. A questa riflessione, affiancano suggerimenti bibliografici e proposte di attività didattiche.