Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra

“La città è in macerie, ora ci hanno tolto tutto e l’unica cosa che ci rimane sono i Pilastri della Fede […] non c’è un centimetro pulito sui nostri corpi. Abbiamo i vestiti strappati e non ne possediamo altri, ogni giorno camminiamo per strada in cerca di aiuto. Non abbiamo più le scarpe e le piante dei piedi cominciano a spaccarsi. Fa veramente male, quando camminiamo per tanto tempo in cerca di un novo posto dove stare […] Ho passato tutta la notte con la voglia di grattarmi e non sono riuscito a dormire. Nella mia testa continuavano a scorrere scene da libri che ho letto. Volevo alzarmi e dipingere, ma non avevo nessun posto dove farlo [non c’è più colore ad Aleppo. Tutto è grigio, anche noi”. Adam ha quattordici anni e la sindrome di Asperger, vive ad Aleppo con il padre, la sorella e tre fratelli più grandi. Quando scoppia la guerra la sua famiglia, come tante altre, ne viene travolta e lui cerca rifugio nella pittura che gli permette di dar voce ad emozioni e paure che non saprebbe esprimere diversamente. Sumia Sukkar, attraverso la voce innocente di Adam, racconta il conflitto siriano da cui il suo popolo è stato travolto, spesso senza capire cosa stava accadendo.

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