Bianco è il colore del danno

“Il dottore mi ha ricordato che la parola diagnosi in greco significa “riconoscere attraverso”. E penso sia questo il patto con la stanza vuota e smucchiata: non posso guarire ma posso ri-conoscermi attraverso l’esperienza della malattia. Non posso abitare quella stanza come prima, ma posso mettere ordine nei pezzi che la bufera ha sbalzato a terra. Non posso spostare l’asse del tempo e riportarlo indietro, ma posso provare a non essere schiacciata dal presente e dal futuro. Ho imparato in fretta che il malato vive al presente, tende a seppellire il passato, perché il passato è la stanza ancora in ordine, e trascura il futuro, perché è il tempo del potrei ma non so”. La scoperta della malattia è per l’autrice l’occasione per una riflessione coraggiosa e sincera su se stessa, il suo rapporto con la famiglia, il lavoro e le cure.

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