Semplice la felicità

“So che ti sarebbe tanto piaciuto che io fossi intelligente, mamma. Che andassi bene a scuola, che avessi amici intelligenti e mi trovassi un bel lavoro, per regalarti un sacco di belle cose. Ci ho provato, a essere intelligente, ci ho provato tanto, però non funziona, è troppo difficile. Anche a me sarebbe tanto piaciuto essere intelligente, mamma. Così tu non saresti stata triste e non ti saresti mai vergognata di me, mai […] ma non preoccuparti per me, mamma. Perché anche se non tornerai, anche se non tornerai mai, io sarò felice lo stesso. Continuerò a essere un beato imbecille, e speri di restarlo per tanto tempo ancora”.  Al compimento dei diciotto anni, Chris si ritrova solo, la madre se ne è andata senza alcuna spiegazione. In un lungo monologo, il ragazzo le racconta come pian piano, con il sostegno di amici e vicini, è stato in grado di cavarsela nonostante la sua disabilità.

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