La guerra è finita
Siamo nel 1918, in Inghilterra, sul finire della prima guerra mondiale. Il papà di John sta combattendo in Francia mentre la mamma lavora in una fabbrica di armi. L’odio verso i tedeschi è feroce e coinvolge anche i bambini. Ma John non ci sta e quando lo zio di una sua compagna, osteggiato da tutti perché obiettore di coscienza, gli mostra le foto dei bambini tedeschi capisce che sono uguali a lui. Sarà a uno di questi bambini che scriverà: “Caro Jan sono un ragazzino come te. Non sono in guerra contro di te. Non sei in guerra contro di me. Il tuo amico John”.
Una stagione in più
“Da qualche notte la testa mi picchia/il male non passa…accidenti, accipicchia/non sto affatto bene, non son più me stessa […] questa sarà una nuova stagione/con tante cose a cui fare attenzione/le do un nuovo nome perché sia perfetta/e scelgo quello di una streghetta”. Mentre cambiano le stagioni, le filastrocche accompagnano una bimba nel suo percorso di cura. Un piccolo libro che può aiutare i tanti bambini che devono affrontare malattie oncologiche e lunghe ospedalizzazioni.
Sono Marìca disabile spericolata
“Ho sempre desiderato assaporare la vita, fare le esperienze che fanno tutti, lasciarmi prendere dalle emozioni, innamorarmi, perché non volevo – e non voglio – essere spettatrice della mia esistenza, ma vivere pienamente”. Non ha avuto una vita facile Marìca (con l’accento sulla i, precisa lei), nata con una disabilità motoria che la limita nei movimenti ma non nel desiderio di autonomia. In questo è stata assecondata dal padre, morto troppo presto, mentre le apprensioni della madre le hanno spesso sbarrato la strada. Nel libro ripercorre la sua vita e le tante difficoltà che ha dovuto affrontare per poter raggiungere indipendenza e serenità.
Una mamma svitata
Stella, sta per compiere 13 anni e deve fare i conti con una mamma un po’ fuori da quelli che lei considera i canoni della normalità e di cui si vergogna. Canta brani d’opera, non fa mistero di quello che accade in famiglia e ha sempre idee stravaganti. Così Stella vara il piano “trasformiamo la mamma” nel quale cerca di coinvolgere anche i fratelli. In un crescendo di situazioni divertenti, si intravede tra le righe che anche Stella ha qualche problema nell’accettazione di se stessa. Scoprirà alla fine che la sua mamma non è poi così male e che “esistere è una condizione mentale” e concluderà dicendo: “Mi ricordai di quanto fosse fantastico Siggi. Non gliene fregava un bel niente se la gente lo prendeva in giro per la sua erre. E se il mio fratellino di sei anni stava così bene nei suoi panni, lo stesso avrei potuto fare io. Sorrisi fra me e me. In fondo era una figata che tutti mi stessero fissando”.
Jack e il T-Rex
Nella fattoria dove vive Jack è stato trovato un osso che potrebbe appartenere a un dinosauro. Il ragazzino è entusiasta e si ritrova, nel sogno, all’epoca dei suoi amati dinosauri con cui vive incredibili avventure. Un albo che intreccia fantasia e realtà offrendoci un repertorio di questi favolosi animali che popolano da sempre la fantasia dei bambini. Thé Tjong-Khing, autore di tanti albi senza parole, questa volta le utilizza per accompagnare il bambino nel suo incredibile viaggio.

