Senza
Il titolo originale di questo piccolo albo sarebbe “vuoto”, un aggettivo che ben rappresenta il protagonista, una sagoma bianca, apparentemente senza contenuto, che pian piano scopre che c’è qualcosa in grado non tanto di riempirlo ma di cambiarlo. Una storia senza parole sull’importanza di avere un cuore.
Strega
Ambientato nell’Inghilterra del ‘600, il romanzo segue le vicende di due sorelline in fuga dopo che la madre, accusata di essere una strega è stata uccisa. Convinta di non aver ereditato le doti della madre, la ragazzina più grande affida la piccola alla zia e parte decisa a vendicarsi. Nel raccontare la loro storia, l’autrice ricorda un periodo di persecuzioni e crudeltà nei confronti di donne che avevano l’unico difetto di essere indipendenti e saper curare.
Khat storia di un rifugiato
Un volume d grande formato che racconta di Natan in fuga dall’Etiopia. “Quanti conoscono le motivazioni che spingono le persone a rischiare la vita per un viaggio senza una meta precisa? – dicono gli editori – in molti ci hanno chiesto se davvero questo libro sia adatto ai bambini, la mia risposta è che probabilmente non è adatto a tuti gli adulti. Non è adatto a coloro che si rifugiano nei luoghi comuni, non è adatto a coloro che ignorano quello che accade oltre le mura delle proprie case e fingono di non sapere che spesso, per molti, una casa non esiste”.
La canzone di Rosie
Rosie vive a Gerusalemme, compone canzoni ma non si sente realizzata pienamente, è insoddisfatta e vorrebbe qualcosa di più. L’incontro con Emuna, una ragazzina ebrea ortodossa di Hebron la porterà nella cittadina dove toccherà con mano il conflitto con gli arabi. Lì incontrerà anche Sana, giovane donna araba. Due vite quasi speculari e molto diverse dalla sua, accomunate dall’amore per la musica e il canto e che le permetteranno di cambiare il suo punto di vista.
Ho bisogno di te
Grandi illustrazioni seguono le tracce di due orsi. Lei, la mamma, cammina decisa verso una meta che non vediamo e non si gira mai a vedere cosa combina il cucciolo che l’accompagna. Lui, distratto dai giochi delle foche, resta indietro e non riesce a superare l’acqua che separa la sua strada dalla mamma. “Il ghiaccio cristallizza, ferma le situazioni, rende immobili – dice l’autore che lo sceglie proprio perché può “rappresentare relazioni familiari sfilacciate: non solo freddezza, ma anche mancanza di interesse l’uno per l’altro, trascuratezza. L’elemento chiave della narrazione, in questo caso, è il calore: scioglie il ghiaccio e consente di muoversi. Anche quando il movimento è solo girare la testa e scambiarsi uno sguardo”.

