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Nascere fragili

Andrea Canevaro

“Vorrei solo ragionare su una realtà che riguarda tutti e da cui tutti tentano di difendersi. Ed è giusto e comprensibile, ma non è una difesa efficace. Nella parte di mondo e di storia in cui mi è dato di vivere, ho potuto assistere, a volte come spettatore ignorante, alle vicende che facevano delle donne i soggetti fragili per definizione. Non avevano diritto di voto, erano sottoposte alla potestà maritale, alla quale era riconosciuta anche l’attenuante del delitto d’onore. Non dico che tutto ciò appartiene  al passato. E’ purtroppo evidente che i cambiamenti nelle pagine dei codici seguono tutt’altro ritmo di quello delle coscienze e della cultura collettiva. Ci sono ancora le vittime predestinate, le categorie che sembrano depositi esclusivi di fragilità. tali difese sono poco efficaci. Vogliamo trovarne altre sperando che lo siano di più? E’ ciò che intendo fare con queste riflessioni”.

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Storia del mio bambino perfetto

“E’ Luca, il nostro bimbo. E’ lo stesso bimbo che abbiamo amato dal primo momento, prima di sapere tutto questo. Lui non è cambiato: siamo noi che abbiamo cambiato il nostro modo di vederlo […] ho dovuto capire come amare Luca senza riserve per quello che è, scacciando l’istinto fortissimo di volere un bambino completamente diverso. Anche per questo mi sono messa nelle sue mani, perchè con il tempo ho capito quanto sarebbe stato triste per lui avere una mamma che non lo voleva così com’era. Quindi ho fatto sforzi sovrumani per riuscire ad amarlo esattamente per quello che è : strano, diverso, difficile, pieno di controsensi. Ho la presunzione di pensare che sia stata una battaglia sanguinosa, ma di esserne uscita vincitrice”.

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Un segnalibro in cerca d’autore

Una nuova collana pensata per i ragazzini più giovani alle prese con i primi anni di scuola: anche Hank ha iniziato da poco il suo percorso scolastico e sono già emerse tutte le sue difficoltà, legate ad una dislessia non ancora riconosciuta. In questo caso, lo troviamo alle prese con la recita scolastica e la sua impossibilità di leggere e quindi ricordare le battute del suo personaggio.

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Mossy Trotter

“Come tante mamme, anche quella di Mossy era piuttosto lunatica, spesso si contraddiceva. Lui non sapeva mai cosa aspettarsi da lei. La mamma faceva di tutto per mantenere le promesse, ma non sapeva mantenere le minacce, che sono sempre delle promesse, anche se spiacevoli”. Mossy ha otto anni e vive in una casa di campagna con i genitori e la sorellina Emma. Unico romanzo per ragazzi di questa scrittrice, molto amata in Gran Bretagna, ci mostra il mondo visto da un bambino, dove gli adulti non sempre fanno una bella figura. Il romanzo è stampato con particolari accorgimenti che ne agevolano la lettura anche per chi ha difficoltà.

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Io no! … o forse sì

“E se qualcuno della scuola ci avesse visto insieme? Avrebbe capito della nostra omosessualità? Quello con Mike era un appuntamento? Nel caso, dovevo offrire io? E se Mike non fosse stato davvero gay […] In quel momento mi venne in mente il raggiante sorriso di Mike quando aveva vinto la sfida all’ultima sorsata. Ripensai ai suoi occhi gentili. Lentamente le angosce iniziarono a placarsi  […] Ora ero assolutamente certo, e felice, di essere gay”. Steven ha sedici anni e sta cercando di capire qualcosa di più su se stesso. Dopo aver cercato in mille modi di negare l’evidenza, ritrovandosi in situazioni tragicomiche, riuscirà ad affrontare la realtà senza venirne travolto. Un bel romanzo stampato con particolari accorgimenti che ne agevolano la lettura anche per chi ha difficoltà.

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Canguro Papini

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