La figlia dell’assassina
“… ho letto tante cose sulla mia famiglia, così ben scritte e accattivanti che quasi finivo per crederci anch’io […] ha fatto una cosa terribile in un momento di rabbia. Non penso sia giustificabile, non tutti si arrabbiano e uccidono. Lei lo ha fatto […] Spero che esca di prigiono e prima e che potremo stare ancora insieme. Anche se io sarò comunque grande e lei quasi vecchia”. Dopo l’arresto della madre, Rachele, insieme al padre e al fratellino, trova ospitalità presso una coppia di amici in un piccolo paesino dove tutti si conoscono e la sua storia suscita molte curiosità. Il suo desiderio di normalità e l’incontro con una coetanea diversissima da lei le aprono nuove prospettive per il futuro.
Un pranzo semplice
“Michela ama l’uovo sodo, la maionese e i tortelloni della nonna […] raccontare la sua storia è come fare un lungo pranzo. Ci sono tutti i suoi piatti preferiti, compresi i panini con la mortadella e la maionese, ma ci sono anche quelle pietanze che, diciamo la verità, mangiamo tutti perché fanno bene come verdure, cereali e legumi. Ci sono anche quelle cose che non sopporta, come il caffellatte […] il piacere di mangiare in compagnia non ti lascia mai, esattamente come Michela che soffre e non lo dice perché preferisce mostrarti la sua felicità. La stessa Michela che ti tiene sempre per mano, sa che così è lei a non cedere mai, mentre tu sai che lei sta bene. Michela è mia figlia e ha una forma di epilessia farmaco resistente aggravata da disturbi del comportamento”.
Stelle di panno
Liliana e Carla sono amiche per la pelle, abitano nello stesso palazzo e frequentano la stessa scuola. Fino al giorno in cui alla prima viene comunicato che non ci può più andare a causa della sua razza. Siamo a Milano nel 1938 e, attraverso la storia delle due bambine, anche i ragazzini più giovani possono ripercorrere gli anni del fascismo, delle persecuzioni e della seconda guerra mondiale.
Annie: il vento in tasca
La storia vera di una giovane donna che, sfidando convenzioni sociali e pregiudizi, alla fine dell’800 decide di emulare l’impresa di Phileas Fogg, il famoso protagonista del romanzo di Verne e riesce a fare il giro del mondo in bicicletta raggiungendo il traguardo quattrodici giorni prima del limite massimo di arrivo. I particolari accorgimenti tipografici rendono il testo accessibile anche a chi ha difficoltà di lettura.
Nel grembo del mare
Protagonista di questo intenso albo illustrato è un bambino non ancora nato cui si rivolgono gli autori per raccontargli del suo paese, della necessità di fuggire e del terribile viaggio al termine del quale ha visto la luce. L’albo è dedicato “ai bambini strappati dalle braccia delle proprie madri che perdono la vita nel tentativo di emigrare verso un mondo migliore […] la condizione di questi bambini non ha bisogno unicamente di lacrime e di gesti caritatevoli, ma di un’umanità che riscopra la sua vera essenza. Dimenticarlo significherebbe vivere in un mondo disumano”.

