Estate
Suzy Lee torna con un nuovo libro che parte da lontano, per la precisione da Vivaldi e dalle sue Quattro stagioni: l’autrice coreana sceglie di portare sulla carta l’estate, con i suoi giorni di sole, i giochi d’acqua, ma anche i cieli che si rannuvolano e i temporali improvvisi. L’orchestra sale sul palco, si prepara e… lo spettacolo ha inizio! Sulle pagine bianche si alternano i musicisti che suonano, concentrati e rapiti, e i bambini che giocano nel caldo pomeriggio estivo. Un pomeriggio che ripercorre, imprevedibile e cangiante, i tre movimenti con cui Vivaldi ha messo in musica questa stagione: ben presto si alza il vento, si scatena un acquazzone, per poi lasciare di nuovo posto al sole in un’esplosione pirotecnica e magistralmente equilibrata.
Il treno
Un momento di tenerezza fra un papà e la sua bambina che racconta cosa sogna la notte “devo prendere il treno papà. Sono sola e non so come arrivare alla stazione. Allora inizio a correre. E corro, corro, corro, trascinandomi dietro una grande valigia”. Ma nel sogno la bambina non riesce a salire su quel treno che parte senza di lei, lasciandola sola. È il momento, per il padre, di abbracciarla forte e cercare le parole per aiutarla ad affrontare la morte della mamma.
Nicky & Vera
“Nicky nacque nel 1909 in un secolo pieno di promesse”, era inglese, studiò e lavorò fino al 1938 quando un amico lo invitò ad andare a Praga. E lì la sua vita cambiò. L’avanzata del nazismo e la politica di conquista di Hitler mettevano a rischio la vita dei bambini, in particolare di quelli ebrei. E così Nicky tornò in patria dove organizzò il trasporto dei bambini e trovò le famiglie che potevano accoglierli. “Seicentosessantanove bambini di tutte le età arrivarono a Londra sani e salvi”. Vera era uno di quei bambini. La storia vera di un uomo che non raccontò a nessuno quello che aveva fatto fino a quando la moglie ritrovò la documentazione di quei viaggi e ha permesso a quei bambini di ringraziarlo per aver loro salvato la vita.
La nudità che male fa?
“Chi di noi non ha un sedere?” Si apre con questa domanda l’albo illustrato di Rosie Haine che propone una carrellata di immagini che raffigurano corpi nudi maschili e femminili, giovani e vecchi, con qualche disabilità, belli e brutti per riflettere con i bambini, imparare a volersi bene e a stare bene con il proprio corpo.
Al giardino ancora non l’ho detto
”Forse non è poi così terribile che le forze lentamente scemino. Andarsene bisogna pure in qualche modo. Chi come me vive in solitudine fatica a rendersi conto che arriva il momento di cedere il passo, che la vita è fatta di fasi e non si resta identici fino alla fine […] cosa sarò priva di questa casa, del giardino, i miei veri vestiti? Separarsi dal luogo in cui avevo immaginato di restare fino alla fine è come venire staccata dal corpo restando però in vita. Con la paura di finire in una terra di nessuno […] come reinventare la vita in modo da poter ancora contribuire in qualcosa?”

