Milagro piccolo prodigio di luce
Scritto dopo un viaggio in Argentina dove don Tonino ebbe modo di visitare le zone più povere delle città, il libro racconta ai ragazzi del suo incontro con una bambina poverissima e la sua famiglia. Vistando la sua casa, il vescovo scoprì che vi si leggeva il vangelo “unica speranza per la nostra povertà” come gli disse la madre. “Dunque, quella baracca non era un rifugio di disperati. Lì, al centro di quel tugurio, accanto alla fiamma del camino, crepitava un fuoco ancora più robusto: la speranza dei poveri”.
Filastrocca a braccia aperte
Una scuola e tanti bambini dove “ci sono capelli ancora addormentati, capelli come la seta o come il grano, nuvole di ricci o ciuffi scompigliati. Colori della pelle come argilla, colori di nascenti arcobaleni, colori vento, pioggia, tuono, ambra”. Una carrellata di bambini tutti diversi che rivendicano con forza l’importanza dell’accoglienza.
Le porte di Sekoyana
“Ti dirò che in un laboratorio in cui non c’è spazio per le favole, gli scienziati hanno scoperto che le radici dei semi di cereali emettono uno scricchiolio silenzioso quando germinano. Sai cosa hanno scoperto quando hanno fatto ascoltare ai semi che germogliano quello stesso scricchiolio? Che le radici seguivano la direzione da cui proveniva il suono … Allora chi può dire che le radici non sentono? Chi può dire che la foresta non sente?” La storia di una bambina affidata dai genitori a Sekoyana, una donna taciturna ed enigmatica, che vive da sola nella foresta e che mette in discussione le sue conoscenze sulla vita e sulla natura. Nel corso dei giorni, la bambina si immergerà nella nuova vita, imparando a mettersi in connessione e ad ascoltare le voci della foresta.
Don Tonino Bello: una storia che parla di futuro
“Dobbiamo scegliere di essere poveri se vogliamo davvero amare i poveri”. Un graphic novel per raccontare ai ragazzi la storia di un uomo, sacerdote e poi vescovo, che ha sempre vissuto con umiltà predicando la necessità della pace e dell’attenzione ai più poveri. “È sembrata un’avventura […] un attimo fuggente che però si è scolpito nell’animo di chi lo ha incontrato e non ha avuto difficoltà, da subito, a mettersi sui suoi passi, a seguirlo”.
Diversi a chi?
“Sì, sono come te: sono una bambina! Ma ho una cosa in più…ho una disabilità. Sai cosa vuol dire?”. Con domande impertinenti, battute sbarazzine, voglia di confrontarsi, i bambini che spuntano da queste pagine dicono tutti la stessa cosa: se ci conosciamo troveremo il modo di stare insieme.

