Else-Marie e i suoi piccoli papà
“Tutti i giovedì sera me ne sto seduta qui ad aspettare che i miei papà tornino a casa. Ne ho sette. Però sono abbastanza piccoli e identici tra loro. Non so mai chi è chi”. Si apre così questo divertente albo illustrato che dà voce ad Else-Marie e ai suoi racconti. Le giornate scorrono serene, i papà vendono telefoni cellulari e viaggiano per tutta la Svezia, la mamma lavora e la bambina va a scuola. Viene però un giorno in cui dovranno essere i suoi papà ad andarla a prendere a scuola e questo la preoccupa tantissimo: potrebbero finire schiacciati, addentati dal cane di una sua compagna, usati come giocattoli… Come finirà? Ma perché proprio sette? si è sentita chiedere l’autrice che risponde: “Era il numero giusto. Ho fatto schizzi e prove. Sette papà prendevano il giusto spazio nelle illustrazioni. Entravano sulla poltrona. CINQUE papà sarebbero stati troppo pochi. E se avessi disegnato NOVE papà sarebbero diventati troppo piccoli”.
Al di là del fiume
Cociacchi e Tatarri convivono placidamente anche se gli uni amano gli orsi e vivono nelle case e gli altri amano i falchi e vivono nelle tende. Ma tutto cambia quando un banale litigio fra due ragazzini viene preso troppo sul serio dagli adulti tanto da scatenare una guerra. La storia viene raccontata da entrambi i punti di vista, basta capovolgere il libro per scoprire che, alla fine, bastava ascoltare i bambini! Un’idea divertente per un libro che permette numerose scoperte se si osservano con attenzione le illustrazioni e le storie dei diversi protagonisti. Uno per tutti, il grande Arbusto, personaggio epico e venerato che, si scoprirà, è ben diverso da quello che appare.
Il tram numero fiore
“Laura raccontava sempre storie incredibili. Parlava di un tram dove succedevano cose straordinarie. Non le credeva nessuno, tranne Omar che era spesso silenzioso e malinconico”. Quando confessa all’amica che ha tanta nostalgia di casa, Laura lo invita a partire con lei su di un vecchio tram arancione. Sarà l’inizio di un viaggio incantato, toccheranno luoghi soffusi di magia, incontreranno personaggi misteriosi che salgono e scendono alle varie fermate. Al rientro Omar sarà più sereno e la loro amicizia più forte.
Prendimi se cado
“È questo il significato di essere fratello e sorella – disse lei – È il significato di famiglia. C’è un vecchio modo di dire, piccoli miei “i fratelli e le sorelle ti prendono se cadi”. Se qualcosa va storto, e non deve per forza essere importante come un incendio […] l’altro dovrà sempre essere lì ad aiutarlo”. È così che sono cresciuti Ashleigh e Aiden, gemelli identici, che vivono una vita privilegiata e protetta, tra scuole e case di lusso mentre il mondo, là fuori, sopravvive a stento dopo gli ingenti danni causati dal cambiamento climatico. Siamo in un futuro non precisato, dove i progressi dell’intelligenza artificiale, di cui si occupa la madre, sono impressionanti e i pochi privilegiati non sono toccati dalle sofferenze di chi vive all’esterno della loro cerchia dorata. Ma dopo un incidente ad un campo estivo, Aiden comincia ad affrontare la realtà e non si accontenta più del ruolo di protettore della sorella. Questo suo atteggiamento fa venire a galla un segreto che la madre aveva loro accuratamente nascosto e che costringerà tutti a scelte dolorose e molto difficili.
Pimpa e la scuola di Tito – Pimpa e la gita nella foresta
Due albi illustrati interamente in simboli per due storie dell’amatissima Pimpa che, in un caso, aiuta Il tucano Zuzù a tornare a casa mentre nell’altro va a scuola mentre il piccolo Tito, rimasto a casa, vuole imitarla e si fa aiutare da libri e colori per imparare, come lei, a leggere e scrivere. Gli albi sono usciti in occasione dei suoi 50 anni, con la collaborazione della Fondazione Paideia che ne ha curato questa versione. Un regalo per i piccoli lettori che hanno difficoltà ad accedere ai codici comunicativi tradizionali.

