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Famiglie che accolgono. Oltre la psichiatria

Una riflessione sugli inserimenti eterofamiliari supportati di adulti con disturbi psichici, una pratica innovativa che ha le sue radici nel XIII secolo nella città fiamminga di Geel. All’analisi e alla descrizione di esperienze, si affiancano venti racconti sul tema, realizzati da giovani scrittori della Scuola Holden di Torino.

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Il silenzio delle conchiglie

L’autrice, cieca e sorda fin da piccolissima, ha scritto questo libro a ventitrè anni, nel 1903. E’ la storia della prima parte della sua vita, l’isolamento dal mondo, l’incontro con un’educatrice che ha saputo trovare la strada per comunicare con lei e permetterle di entrare in relazione con il mondo, di studiare e aprirsi la strada in ambito universitario e lavorativo.

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Un giorno un nome incominciò un viaggio

” Un giorno un nome incominciò un viaggio […] l’erba dell’altopiano quell’anno si fece subito secca e gialla, perchè il cielo era stato avaro di nuvole e di pioggia”. Con una metafora delicata, la storia racconta dei tanti bambini che hanno attraversato deserti e mari ma che non sono riusciti a raggiungere un porto sicuro che li sapesse accogliere e riconoscere.

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Bioetica e infanzia

Gli autori analizzano malattie di particolare complessità e rarità, in età pediatrica, esaminandole sia dal punto di vista medico che etico con particolare attenzione ai trattamenti clinici e facendole precedere dal racconto di alcuni casi esemplificativi.

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Ho lasciato la mia anima al vento

“Ti ho preparato l’estate vedrai, come ogni anno dopo la primavera”. La voce del nonno accompagna il bambino nel mistero della morte. Un messaggio che sa essere rassicurante nella sicurezza che sa dare al piccolo sulla continuità della vita e la sua invisibile vicinanza. “Promettimi di piangere poco, bambino mio, non voglio vedere l’oceano nei tuoi occhi promettimi di pensare a me, mentre rido questo mi renderà felice, un poco felice”.

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Canguro Papini

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