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Zia, lo sai che sei un po’ strana?!

“I medici dissero qualcosa su di me tredici mesi dopo la mia nascita […] non vi illudete, vostra figlia non camminerà mai e non potrà mai condurre una vita normale, sarà un vegetale”. Una forte determinazione e l’appoggio della famiglia, capovolgeranno queste previsioni che tanti si sono sentiti annunciare, senza possibilità d’appello. La storia dell’autrice, narrata in prima persona, è la dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che la disabilità non impedisce di crescere, di avere una vita dignitosa e, anche, di realizzare i propri sogni.

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Questa è la vera verità

“Ero perso in pensieri scuri come le nuvole che nascondevano la montagna. Pensieri degli anni passati, i sette anni da quella telefonata in estate che aveva fatto piangere la mamma. Pensieri di studi medici, di letti d’ospedale, di infermiere dalla voce gentile e dagli occhi tristi, di disegni allegri dei compagni di classe […] Pensai a mio nonno […] mi aveva regalato quell’orologio da tasca d’argento e io me lo portavo dappertutto. Lo avevo adorato, finchè le cose non erano peggiorate e il suo ticchettio aveva finito per assomigliare al suono di passi oscuri che venivano  a prendermi. Avevo adorato quell’orologio finchè non avevo cominciato a odiare il tempo. E a odiare il modo in cui fuggiva via”. Mark ha dodici anni e da sette convive con un cancro che ormai pare difficile sconfiggere. E così, in compagnia del suo cagnolino, si lascia tutto alle spalle e parte per un ultimo viaggio. Lungo la strada incontrerà persone diverse, non sempre amichevoli ma il cammino vero lo percorrerà dentro di sè finchè la rabbia, la frustrazione e il dolore che prova si scioglieranno lentamente perché “sulla montagna non mi sentivo più solo. Per niente. Li sentivo tutti intorno a me. Avevo pensato di potercela fare da solo. E invece non potevo. E non volevo. Essere soli è impossibile. E’ questa la verità”.

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Creature selvatiche

E’ Zoe, una ragazzina con un passato tragico alle spalle, che racconta la sua nuova vita con lo zio che si prende cura di lei da quando la madre si è uccisa. Abituata a badare a se stessa fin da quando era piccolissima, Zoe fatica ad abbandonarsi con fiducia a nuovi affetti ma, lentamente, trova un equilibrio mentre la sua vita si intreccia con quella del luogo e delle persone che la circondano e la intrecciano ad un passato che riemerge e le fa ritrovare antichi legami.

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La ballerina di Baghdad

Erfan ha tredici anni e il suo sogno è quello di ballare e diventare una stella. Ma siamo a Baghdad nel 2003, e da un giorno all’altro la vita cambia: l’Iraq viene invaso e la vita diventa sempre più difficile. Un racconto semplice che attraverso le parole di Erfan ci permette di immedesimarci e partecipare alle fatiche quotidiane di una famiglia qualsiasi travolta dalla guerra.

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Hanna non chiude mai gli occhi

Basato sulle videotestimonianze degli ebrei sopravvissuti di Salonicco, il romanzo racconta di Hanna e Yosef, due ragazzini ebrei che devono fare i conti con le leggi razziali, il ghetto e le deportazioni mentre il console italiano Zamboni, insieme al capitano Merci, si adopera per salvare quante più vite possibile. I due uomini sono realmente esistiti mentre i ragazzi sono figure immaginarie che riassumono in sé le storie dei tanti bambini e ragazzi che in Grecia sono stati perseguitati.

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Canguro Papini

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