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Norma e normalità nei disability studies

Il volume propone una raccolta di contributi teorici sul tema delle differenze e della norma su cui si fondano i presupposti e le linee per la costruzione della disabilità con riferimenti anche all’ambito giuridico e al concetto di tutela. Nella seconda parte, analizza criticamente tre categorizzazioni su cui si focalizzano i servizi sociali e scolastici: la disabilità intellettiva, i disturbi generalizzati dello sviluppo e i bisogni educativi speciali.

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Barriere percettive e progettazione inclusiva

“L’attenzione al tema delle barriere percettive, legate in particolare all’ipovisione e alle sue ricadute sulla leggibilità dell’ambiente costruito, nasce da una personale sensibilità, resa ancor più acuta dal fatto di essere architetto come formazione e persona con una severa patologia visiva. Questa combinazione di fattori ha reso quindi più urgente il desiderio di mettere a frutto le mie competenze professionali per tentare da un lato di fornire spunti di riflessione sulle innumerevoli criticità con cui chi vede poco o molto poco deve confrontarsi quotidianamente e, dall’altro, offrire qualche suggerimento pratico per superarle”. Con queste parole l’autrice introduce il contenuto del volume che, dopo un approfondimento sul tema dell’ipovisione e delle barriere percettive, tratta le principali criticità che chi ha difficoltà visive si trova a dover affrontare, con uno sguardo particolare al trasporto pubblico.

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Storia di Giulia che aveva un’ombra da bambino

“Giulia sa ciò che vuole/ e ne parla al suo gatto/ insieme fanno le capriole/ e i suoi genitori danno di matto/ Ma lei vorrebbe/ essere abbracciata/ così com’è”. Belle immagini in bianco e nero, in cui spiccano alcuni particolari di un bel rosso brillante, raccontano di una bambina vivace e determinata cui vanno stretti i riferimenti ad un clichè in cui non si ritrova. E’ un maschio? E’ una femmina? Nel confronto serrato con la sua ombra diventata maschile e poi con un ragazzino reale, Giulia rivendica il suo diritto ad essere come si sente: “La gente dice che le femmine devono comportarsi da femmine, i maschi da maschi. Non si ha il diritto di fare una mossa sbagliata […] Io credo che possiamo essere femmina e maschio, entrambi alla volta se si vuole”.

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Maionese, ketchup o latte di soia

Quando Élianor fa il suo ingresso nella classe di Noah, suscita istintivamente ostilità e chiusura, fa anche un odore diverso da quello dei compagni. Ma Noah, incuriosito, decide di avvicinarla: scopre una ragazzina intelligente, determinata, con un papà un po’ strano che, dopo la morte della moglie, si è dato alla meditazione. Scopre una ragazzina decisa a tenere testa al bullo della scuola e, insieme, consapevole delle difficoltà di relazione che il suo essere percepita come diversa determina. Ma scopre anche che si può imparare a fare i conti con l’assenza di una persona cara e che la differenza non impedisce l’amicizia.

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La disortografia raccontata da una disortografica

“Io sono una disortografica, ma non mi è stato diagnosticato ai tempi della scuola dell’obbligo […] sono un’osservatrice privilegiata perché il problema posso analizzarlo partendo da quello che gli studiosi non conoscono per arrivare a quello che loro conoscono. Posso studiare il disturbo partendo dal disturbo stesso!”. L’autobiografia dell’autrice si intreccia con una riflessione sui disturbi specifici di apprendimento e con semplici suggerimenti per gli insegnanti e gli educatori.

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Canguro Papini

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