Lettera a una professoressa – edizione in lingua araba

Quando gli è stato proposto di curare un’edizione in lingua araba della famosa lettera, ad Argiropoulos “sono venuti in mente i ragazzini delle scuole che ho frequentato da educatore nei territori che seguivo nelle periferie, nei campi “nomadi”, nei centri di prima e interminabile accoglienza; ho rivisto, mentalmente, scuole grigie, brutte, spesso abbandonate, dove la bocciatura liberava da relazioni assai critiche e ostili ragazzini e insegnanti. Ho rivisto nella memoria una scuola odiata, catalizzatore quotidiano di disprezzo e di finta commiserazione […] Una scuola per “tutti” richiede obiettivi condivisi e conoscenza profonda dei ragazzi e delle ragazze, del loro contesto, della loro cultura, senza trascurare la dimensione emotiva dell’apprendimento[…] Il priore di Barbiana ci ricorda, nel suo e nel nostro tempo, di avere rispetto e attenzione nell’accostarci alla persona, perché ogni essere umano è un dono meraviglioso”.

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