La classe dei banchi vuoti

Dodò, Annalisa, Giuseppe sono solo alcuni dei bambini di cui questo bel libro racconta le storie. Storie senza lieto fine come quelle di tanti altri loro piccoli coetanei che, come dice don Ciotti, sono stati “uccisi allo stesso modo: per essersi trovati accanto ad un adulto nel mirino degli assassini, oppure come vendetta verso un loro familiare, o ancora nel corso di un attentato. Se si è scelto di mantenere i nomi e alcuni dettagli veritieri sulla vita, le passioni e le preoccupazioni delle giovanissime vittime, è perché la memoria chiede innanzitutto verità, e almeno una parte di questa verità così drammatica sentivamo di doverla ai ragazzini che leggeranno il libro”.

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