Caterina controvento

“Mi chiamo Caterina, ho undici anni abbondanti, due fratellini rumorosi, una mamma sempre in movimento e un papà lontano, al fronte”. Una ragazzina alle prese con la vita difficile e i sacrifici derivati da una guerra di cui sfugge la ragione. Una voce bambina che racconta delle sue giornate e che riflette sugli incontri che fa, dalle giovanissime reclute a chi dalla guerra è scappato e di sé racconta “Io? Io, adesso, sono, sono … uno scemo, uno scemo di guerra! Come me ce ne sono tanti in trincea […] siamo diventati matti, tutta colpa del fango, della fame, della paura. Finiamo in infermeria, a volte ci spediscono in ospedale e, là dentro, ci guariscono con le scosse e con le minacce e ci ricacciano di nuovo in guerra”.

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