Apnea

Ci sono voluti due anni e mezzo per descrivere il passaggio di una vita. Dalle gambe a senza. Da un orizzonte a uno più basso. Cambi di prospettiva. Dalla musica di una chitarra suonata con le dita, al suono della tastiera di un computer. Battute. Una parola dopo l’altra. Trenta mesi di apnea.
Tra i dodici finalisti al Premio Strega, Amurri, che ha passato l’inverno a presentare la sua storia in giro per l’Italia, dice “Ho cominciato a scrivere per me. Non pensavo che sarebbe venuto fuori un libro. Quando ho finito l’ho mandato agli editori per sapere se fosse degno. Non pensavo di pubblicarlo. Qualcuno non mi ha risposto, Sandro Veronesi invece l’ha fatto subito. E’ cominciata così. Finché un giorno non mi è arrivato lo scatolone con i libri. E’ stato incredibile”.
 

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