La grande fuga

Quando si rende conto che il nonno, burbero e irascibile, non sopporta stare in ospedale, il piccolo protagonista organizza una vera e propria evasione e lo accompagna sull’isola dove ha vissuto felice con la moglie. E’ perfettamente consapevole delle sgridate che l’aspettano ma “in fondo mi ero preso cura di qualcun altro. Avevo fatto felice il nonno. Lo avevo aiutato ad andare un’ultima volta nella vecchia casa che aveva costruito con le sue mani. Aveva potuto respirare l’odore del mare. Ed ero andato in cantina a prendere un barattolo di composta in cui, a sentire lui, in un qualche modo misterioso c’era ancora la nonna. In effetti avevo mentito. Però, se non lo avessi fatto, lui non sarebbe mai potuto partire. Non sarebbe uscito in mare. Non sarebbe salito fino a casa sua […] sarebbe rimasto a letto con un cuscino dietro la schiena e si sarebbe annoiato e avrebbe premuto il pulsante di chiamata per avere qualcosa da fare”.

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