Torna: lettera di un padre al figlio omosessuale

Quando, del tutto casualmente, il padre di Fabrizio torna a casa prima del previsto, trova il figlio tra le braccia di un altro ragazzo. Del tutto disarmato da questa scoperta, decide di scrivere al figlio per spiegargli le sue reazioni, raccontargli i suoi pensieri e dimostrargli che il suo amore è immutato. Passano quindici anni prima della risposta ma, quando decide di scrivere, Fabrizio ripercorre il tempo passato, la scoperta della sua omosessualità, le relazioni, le fatiche e i pregiudizi che ha dovuto affrontare da cui è uscito temprato. “Sapevo che avrei sofferto, ma sapevo anche che questa sofferenza doveva darmi la forza per riappropriarmi della mia vita […] avevo deciso di lottare fino allo stremo delle mie forze pur di non dare in pasto la mia esistenza alle spietate fauci dell’ignoranza. E questa posso dire sia stata la chiave di volta che mi ha permesso di prendermi cura di me stesso e delle persone che incontravo sulla mia strada. Perché, se senti di avere una soluzione, un conforto in tasca, viene naturale condividerlo. Diverso, ma prezioso. Per se stessi e per chi aveva bisogno di ritrovare un sentiero, una strada, un oceano dove tornare a respirare”.

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