La casa di Matteo. Storia di un legame

“Il dolore non è una cosa che si misura. Non è una quantità che può essere contenuta in una confezione sterile, in un’incubatrice o in una camera iperbarica. Il dolore non finisce, si nutre di se stesso e si rigenera. E’ come l’amore. Dolore e amore: ne avevo pieni i polmoni […] mi chiedevo se il dolore fosse terapeutico. Cura qualcosa, il dolore? L’hanno mai usato per guarire, il dolore? E di quanto dolore c’era bisogno per guarire da tutto quel male? Cure palliative rendeva meglio l’idea […] Era l’amore, figlio mio, solo l’amore la cura palliativa”. Dalla voce del padre, la storia di un bambino piccolissimo, della sua vita troppo breve e dell’amore dei suoi genitori.

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