La teoria imperfetta dell’amore

“Ti prego, non prenderla male, ma sei così strano – dice lei – Strano in senso buono, però, capisci? Strano in senso buono. Strano in senso buono è ciò che mi vado ripetendo di essere da anni, quando essere soltanto strano era un fardello troppo pesante da portare. Strano in senso buono è l’unica soluzione al problema, se normale non è un’opzione praticabile. Strano in senso buono potrebbe tranquillamente essere il contrario di fico, ma non ho mai aspirato ad essere fico”. David ha sedici anni, parecchie difficoltà a relazionarsi e necessità di tenere tutto sotto controllo. Come dice lui, nella vecchia classificazione delle disabilità gli sarebbe stata diagnosticata la sindrome di Asperger. Quando il papà della sua compagna Kit muore e la vita della ragazza va in pezzi, i due si ritrovano vicini. Sarà l’incapacità di David di mentire e la necessità per lei di poter dare alle cose il proprio nome che li aiuterà a superare dolori e pregiudizi per percorrere un pezzo di strada insieme.

 

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