Ascoltami

“Sono morta dentro e lascio fare; ho cominciato a morire da quando mi è sparita la voce. Che sensazione terribile essere viva rinchiusa in un corpo morto! […] Nonostante il mio aspetto capisco tutto, anche chi mi cambia sempre canale credendo che io non me ne accorga; voglio che si sappia che ho avuto un incidente e non una malattia e non mi va di essere trattata come una deficiente […] fino a qualche tempo fa ho trovato conforto solo nel buio e nel pianto ma non ne ho ricavato nulla; poi mi sono fatta coraggio decidendo che vivere era più importante di tutto il resto e ho smesso di considerarmi vittima di una situazione creata solo dalla malasorte. Ho iniziato a ridere, anziché a piangere, delle mie disgrazie pur avendo piena consapevolezza della loro entità”. Dopo un incidente, l’autrice si ritrova completamente paralizzata, senza la possibilità di parlare e con un solo occhio. Inizialmente chi la assiste non capisce che la sua mente è rimasta vigile e attenta. Del tutto casualmente, il personale si accorgerà che attraverso quell’unico occhio Maria ha la possibilità di comunicare. Da quando le è stato messo a disposizione un computer e un puntatore oculare, non ha più smesso di “parlare” e ha cominciato a tenere un diario che questo libro ci permette di conoscere.

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